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COME APRIRE UN TESORO… SENZA APRIRLO

Le tecnologie più moderne permettono di ottenere risultati che in apparenza sembrano impossibili da raggiungere: per esempio, scoprire un tesoro evitando di aprire la scatola all’interno della quale è contenuto. Questo è quanto successo in Francia, dove tempo fa è stata ritrovata una scatola di piccole dimensioni – appena quattro centimetri per lato – nel cimitero della chiesa di Saint Laurent, che nel frattempo si è trasformata nel museo archeologico di Grenoble.

La scatola era posizionata accanto a uno dei quasi 200 corpi che erano stati sepolti durante il Seicento, ed era in condizioni non ottimali. Insomma, era stata conservata tutt’altro che bene e proprio per questo motivo c’è stato bisogno di un restauro. Se ne sono occupati gli studiosi del Cream, acronimo che sta per Centre de Restoration et d’Etude Archaeologique Municipal, il Centro di Restaurazione e di Studi Archeologici Municipale, di Vienne, nella parte meridionale della Francia.

Il reperto è stato trattato allo scopo di arrestare l’ossidazione, che era in procinto di provocare danni piuttosto rilevanti mangiando, per così dire, il metallo. Per altro gli archeologi sono stati in grado, attraverso il coperchio danneggiato, di capire – o almeno di intuire – il possibile contenuto della scatola: si trattava di tre elementi a forma di disco, le cui iscrizioni, però, risultavano impossibili da leggere. Per farlo, sarebbe stato necessario aprire la scatola, ma un’operazione di questo tipo era molto rischiosa, in quanto il reperto era seriamente messo a repentaglio. Insomma, la probabilità di danni definitivi, in caso di apertura del coperchio, era molto alta.

Gli esperti hanno trovato, in ogni caso, una soluzione alternativa: il lieve restauro che è stato messo a punto ha permesso agli archeologi, infatti, di conoscere tutti i segreti del contenitore senza che fosse necessario aprirla. Ciò è stato possibile per mezzo di un sistema di micro-tomografia a raggi X ad alta risoluzione in luce di sincrotrone: un nome lunghissimo per indicare una pratica che è stata eseguita a Grenoble, presso i laboratori dell’Esfr.

Per spiegare in cosa consiste questa tecnica, si può proporre un paragone con i metodi diagnostici più potenti che vengono impiegati nel settore medico: il sistema, infatti, produce delle immagini a tre dimensioni ad alta risoluzione, così da fotografare – per modo di dire, ovviamente – gli oggetti interni, in maniera sicura. Il che vuol dire, in altre parole, evitando di danneggiarli o di distruggerli. A capo di questo esperimento c’era Paul Tafforeau, che ha dichiarato di essere rimasto sorpreso in prima persona dai risultati eccellenti che sono stati ottenuti.

Il mondo accademico e tutto il settore, insomma, sono in fibrillazione, anche perché questi risultati potrebbero rappresentare il punto di partenza per nuove possibilità per studi archeologici sempre più efficaci. Tornando al contenuto della scatola e al tesoro vero e proprio, sono state scoperte delle medaglie di argilla di piccole dimensioni, che in un primo momento erano state scambiate per monete. Con le medaglie erano presenti anche delle perle.

A questo punto, una volta che gli studiosi hanno capito con cosa avevano a che fare, hanno estratto virtualmente il blocco composto dai tre dischi, che erano in condizioni pessime e ormai uniti tra loro, per poi esaminarlo sulla base di tecniche speciali che hanno permesso di scoprire numerosi dettagli. Per esempio, la medaglia che è risultata più facile da decodificare, vale a dire quella in posizione centrale, mostra un’immagine di Cristo in croce su un lato; ai piedi del Messia si trovano due figure. Dall’altro lato, invece, è rappresentata la resurrezione, raffigurata tramite una figura che reca una corona di spina, con uno stendardo nella mano destra e una gamba che esce fuori dalla tomba.

Un vero e proprio tesoro antropologico, dunque, si è palesato nel cuore di Grenoble, come dimostrato anche dalle altre due medaglie, per altro uguali. Le immagini delle due medaglie sono state combinate, in modo tale da intuire il contenuto delle iscrizioni e delle illustrazioni: si è arrivati a ricostruire il battesimo di Gesù da parte di San Giovanni, con l’iscrizione di una frase tratta dal Vangelo di San Giovanni e la venuta dei Re Magi che portano i propri doni a Gesù, appena nato, con un’iscrizione ad hoc. Insomma, la tecnologia al servizio della storia e degli studi accademici ha fatto ancora una volta centro.

FONTE: http://meteofan.it/come-aprire-un-tesoro-senza-aprirlo/4

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