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Rivoluzione auto: addio libretto e certificato di proprietà.

Novità importanti in vista per tutti gli automobilisti: dopo la Camera, anche il Senato ha infatti dato il via libera al testo sulla riforma della Pubblica Amministrazione con 145 voti a favore e 97 contrari. Tra i vari provvedimenti, nel testo è previsto anche trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al Ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione.

Con questo trasferimento si andrà verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, il cosiddetto ‘documento unico’. Vediamo cosa cambierà. Innanzitutto solo sul nuovo documento unico saranno riportati tutti i dati relativi alla proprietà e alla circolazione delle automobili, con significativi risparmi per l’utenza. L’automobilista non avrà più una carta di circolazione rilasciata dalla Motorizzazione Civile, in sostanza dal Ministero dei Trasporti, ma un certificato di Proprietà rilasciato dal PRA, ovvero dall’ACI, un nuovo documento unico che raccoglie tutti i dati del veicolo. Così facendo si porrà fine alla duplicazione di documenti, e ai relativi costi di gestione e tasse per le varie operazioni, come immatricolazione, vendita o rottamazione. Per esempio, in attesa dell’entrata in vigore della nuova legge, ancora oggi quando si vende una macchina, bisogna registrare il passaggio di proprietà entro sessanta giorni all’ufficio provinciale dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico, che rilascerà il certificato di proprietà aggiornato, e richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Con il documento unico non sarà più così, grazie ad una procedura e relativi costi unici. Le nuove immatricolazione o i passaggi di proprietà dovrebbero avere un costo amministrativo di 25 anziché 36 euro, con risparmio di 11 euro.

Ricordiamo che l’Aci è un ente pubblico vigilato dal ministero del Turismo con 106 uffici provinciali e 400 sportelli che nel 2013 hanno gestito 1,1 milioni di operazioni. 190 milioni di euro sono i ricavi incassati dall’Aci attraverso la gestione dei servizi del Pra (Pubblico registro automobilistico). La Motorizzazione certifica invece i dati tecnici di un veicolo, riassunti nel libretto di circolazione. La Motorizzazione, a differenza dell’Aci, non è un ente bensì una direzione generale di un dipartimento del ministero dei Trasporti. Risolta la questione del documento unico, resta ora da capire se entrambe le organizzazioni (e relative lobby e costi raddoppiati) resteranno in vita.

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