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Colonialismo e schiavismo non sono mai finiti: si sono solamente “trasformati”.

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Ogni giorno nuovi barconi di aspiranti richiedenti asilo salpano dalle coste libiche alla volta dell’Italia, lasciata sola dal resto dell’Europa a fronteggiare la caldissima situazione.

Impazza il dibattito sull’immigrazione, ben coltivato dai mass media, ed i toni si fanno sempre più aspri.

Spesso sui social leggiamo commenti esasperati, c’è persino chi arriva a festeggiare quando accadono incidenti, uno spettacolo davvero indecente.

Ma ciò che mi ha colpito, sono le argomentazioni di chi ha posizioni più comprensive, nei confronti di chi fugge dalla guerra (forse) o dalla miseria (sicuramente).

“Se noi europei non andavamo a saccheggiarli, oggi non sarebbero in condizioni di povertà”

“Li abbiamo colonizzati, schiavizzati, abbiamo depredato le risorse e ce ne siamo andati lasciandoli morire di fame“.

E altri concetti simili. Tutti giusti, nel merito. Di sbagliato c’è il pensiero che tutto questo appartenga al passato, e che l’epoca coloniale sia stata chiusa con il ritiro delle truppe.

Il colonialismo non è finito. Si è semplicemente trasformato. Se in passato i governi europei imponevano i loro interessi con la forza delle armi, e con l’occupazione militare, oggi non ne hanno più bisogno. Dopo decenni di colonizzazione, gli europei hanno “creato” una classe dirigente fedele ai loro interessi più che alla popolazione, e gli hanno consegnato le nazioni. In parole povere, governi fantoccio. Filoguidati dall’ex colonizzatore, che “ufficialmente” si è ritirato, ma continuano ad influire nelle scelte delle ex colonie, favorendo gli interessi non della propria nazione, bensì delle lobby della propria nazione.

I pochi governanti che hanno cercato di cambiare questo stato di cose, come Thomas Sankara, sono stati assassinati o destituiti, anche con colpi di stato.

In alcuni casi, per acquisire il controllo delle nazioni (non solo in Africa) sono stati concessi significativi prestiti, che sono finiti nelle casse dei dittatori, non certo a beneficio delle popolazioni, pur quanto indebitare un popolo non è mai qualcosa di positivo. Infatti i debiti lievitano, e rendono la nazione succube dei creditori, con il beneplacito dei governanti burattini di turno che pensano solo ad arricchire le loro famiglie.

Il colonialismo non è finito, si è solo trasformato.

Grazie a governi corrotti, a dittatori autoritari disposti a tutto per i propri personali interessi, le risorse naturali vengono sfruttate dalle lobby straniere, che in cambio lasciano tanto inquinamento e qualche briciola. In Africa si sono insediate industrie inquinanti, e sovente vengono smaltiti i rifiuti più inquinanti provenienti dall’Europa.

Anche la schiavitù non è consegnata alla storia. Un “lavoratore” che per 5 dollari al giorno lavorano 12, 14 o 16 ore, come avviene in molti luoghi del mondo, dal sud America all’Africa, passando per l’Asia, è un moderno schiavo. Con una “speranza di vita” molto bassa.

Fonte: Veritanwo

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