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Enrico Mattei lo sapeva, ascoltate il suo appello.

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Un’intervista in cui Enrico Mattei, il presidente dell’ENI rivela le pressioni sulla società italiana affinché si adegui al cartello del petrolio pattuito dalle Sette Sorelle: le compagnie petrolifere più importanti del mondo.

Un vero intreccio economico e politico, che si trascina immutato fino ai nostri giorni con la guerra in Siria.
Cerchiamo di capire come queste multinazionali abbiano anche l’arroganza, oltre che dettare i prezzi al consumo come un vero e proprio cartello monopolistico, anche di arrivare oltre, cioè all’omicidio di chi vuole il bene del popolo e che combatte cercando in tutti i modi di riportare l’asse in equilibrio a favore della collettività.

Questo equilibrio è visto male perché tutto ciò che viene fatto per il bene comune è un principio anti-capitalistico, quindi non apprezzato da quei cartelli totalitari che sono oggi le multinazionali, arroganti e prepotenti, esattamente come deve essere un vero capitalista, capaci di stipulare patti a loro esclusivo favore, con quella che è l’emanazione diretta del popolo, cioè gli stati sovrani, intrappolandoli in un trattato, il TTIP, che prevede la possibilità arbitraria di fare causa ad uno stato, presumendo mancati guadagni senza nessuna logica commerciale reale, ed estorcendo soldi addirittura su merce ipoteticamente invenduta.

Siamo arrivati alla rapina degli stati.

Mentre il popolo dorme, quelli che si sono svegliati, li stanno letteralmente rapinando, e cosa c’è di più facile se non quello di rubare a uno che dorme?

Pazzesco, ma tutto questo è reale, tutto questo è già successo… è storia.

Solo da questo stralcio dell’intraprendenza dell’imprenditore italiano si comprende il motivo reale della sua morte.

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