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La trattativa Stato-Mafia, diventa un film di Sabina Guzzanti.

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L’avvocato del boss Totò Riina potrà interrogare domani il Capo dello Stato nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-Mafia e porre domande a Napolitano,
Il Passaparola di oggi è di Sabina Guzzanti, regista del film La Trattativa. Film che tutti gli italiani dovrebbero vedere nelle poche sale cinematografiche che lo hanno accolto prima che sparisca dalla circolazione tra pochi giorni. Un film che dovrebbe essere proiettato nelle scuole e che, al contrario, non ha ricevuto nemmeno un euro di finanziamento pubblico o privato.

Il Passaparola di Sabina Guzzanti:
In questi giorni si parla del fatto che Napolitano dovrà andare a deporre alla procura di Palermo, nel processo sulla trattativa e molti si domandano: “Che c’entra Napolitano con la trattativa?”. In effetti Napolitano con la trattativa, in teoria non c’entra niente per quello che sappiamo noi, nel senso che Napolitano è stato coinvolto nella trattativa soltanto che è entrato a gamba tesa contro la procura di Palermo in modo tale da far pensare a tutti: “Ma che razza di modi, un Presidente della Repubblica dovrebbe essere imparziale e soprattutto dovrebbe augurarsi che si arrivi a una verità”. Invece Napolitano ha fatto un gesto gravissimo, ovvero è intervenuto sulla cassazione e sul Procuratore Nazionale Grasso per aiutare Nicola Mancino, allora indagato e oggi imputato nel processo sulla trattativa Stato-Mafia.
Ma soprattutto Napolitano c’entra con la trattativa da un punto di vista politico: quale è il ragionamento che si può fare? Che cosa stava avvenendo in quegli anni? L’Italia in quegli anni stava cambiando. Dopo 40 anni in cui c’era stato sempre al governo la Democrazia Cristiana, sempre la stessa classe dirigente al potere, finalmente, visto che cambiavano gli equilibri internazionali, c’erano stati gli scandali di Tangentopoli. C’era Falcone che aveva messo in ginocchio Cosa Nostra, l’opinione pubblica stava crescendo e la democrazia pure. Il Paese sarebbe cambiato.
Tutti quelli che come me hanno vissuto in quell’ epoca avevano la certezza che niente sarebbe più potuto essere come prima. Invece cominciano le stragi, e durante le stragi succede qualche cos’altro, che è questa trattativa a cui segue, forse un patto politico. Che cosa sappiamo noi di quel patto? Nulla, però conosciamo le conseguenze: come è cambiata l’Italia da quel momento in poi?
Nel MoVimento 5 Stelle si fa spesso ironia dicendo che il centrosinistra e centrodestra sono la stessa cosa, PDL e PD meno L. Verissimo! Prima delle stragi non era così.
Prima c’era un partito di sinistra e uno di destra, dopo le stragi invece appare dal nulla questo partito di destra con delle caratteristiche che in Italia non si erano mai viste, e soprattutto l’opposizione cambia completamente disegno. Da dopo le stragi la politica del centrodestra e del centrosinistra seguiranno lo stesso progetto, sulla giustizia, sull’informazione, sulla partecipazione, sulla scuola, sulle privatizzazioni, e da quel momento in poi entrambe le forze staranno lì, semplicemente a garantire che nessun cambiamento vero sarà mai più possibile.
Nell’ambito di questo discorso politico Napolitano è sicuramente una figura in perfetta sintonia con questo progetto, è stato anzi uno dei precursori di questo progetto politico. Era nel Partito Comunista, e quando Berlinguer nell’84 dichiarava che questo sistema andava cambiato, perché avrebbe portato soltanto molte ricchezze nelle mani di pochi e miseria dei più, che ci avrebbe resi infelici, un sistema invivibile insomma, Napolitano tramava alle sue spalle, trattando sottobanco con Craxi, il tutto mentre Berlinguer veniva fischiato al congresso del Partito Socialista. Napolitano tramava alle spalle di Berlinguer affinché anche il Partito Comunista andasse nella direzione in cui poi in effetti andò.
Tutti i protagonisti della trattativa o meglio quelli sospettati di aver trattato, da Violante ad Amato, e che erano a conoscenza di questi fatti, (parliamo di tutta la sinistra democristiana e una parte del Partito Comunista che poi è diventato PDS, DS, PD) sono poi stati protagonisti della trasformazione politica, che riguardò soprattutto il centrosinistra. Il centrosinistra prima era una cosa diversa, infatti, da quello che poi è diventato.
Per questo motivo è importante che si conoscano i fatti riguardanti la trattativa. Gli italiani devono sapere che la trattativa, non si limitò ad eventuali concessioni fatte dalle Istituzioni a Cosa Nostra per cessare le stragi, neanche per sogno, ma del fatto che le stragi stesse siano state progettate anche dall’interno delle Istituzioni e che furono utilizzate per ostacolare il naturale corso della democrazia. Non solo impedirono anche che questo Paese evolvesse. Fu grazie a quel patto scellerato di cui parla D’Ambrosio, che morì poco dopo, e su cui Napolitano è chiamato a testimoniare, che l’Italia oggi è paralizzata, fallita dal punto di vista economico, gestita in modo criminale e da criminali in buona parte, azzerata dal punto di vista culturale. L’Italia da quel momento in poi ha avuto infatti una “cultura dominante” che coincide perfettamente con quella mafiosa.

È importante che i fatti riguardanti la trattativa vengano conosciuti e discussi. Per quel che mi riguarda, ci ho messo la faccia con un film qualche anno per un film che è uscito nelle sale solo in ottobre e che vi invito a vedere, un film che resterà lì, nonostante tutte le difficoltà per realizzarlo e portarlo nelle sale, per tutti quelli che hanno voglia di cambiare questo Paese. Passate parola

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