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Overshoot Day, da oggi siamo in debito con la Terra.

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Oggi la domanda mondiale supera quanto il nostro pianeta può produrre o assorbire. Ci vorrebbero più di una Terra e mezza per soddisfare le nostre richieste. Il Global Footprint Network lancia un appello.

Oggi è l’Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo consumato più di quanto la Terra riesca a produrre in un anno e, invertendo l’ottica, il giorno in cui abbiamo prodotto più anidride carbonica di quanta l’ecosistema riesca ad assorbire.

Consumiamo più legna di quanto non ne producano le foreste, mangiamo più animali di quanto il loro ciclo riproduttivo riesca a farne nascere, consumiamo vegetali a un ritmo maggiore dei tempi necessari alla coltivazione. Da oggi stiamo chiedendo al nostro pianeta ciò che non può darci: l’anno scorso abbiamo esaurito ogni credito il 19 agosto, nel 1995 ad ottobre. L’ultimo pareggio di bilancio si è registrato nel 1970, quando al mondo c’erano circa 3,7 miliardi di persone.

Questo il quadro disegnato dal Global Footprint Network il cui presidente, Mathis Wackernagel, nutre speranze nel summit di Parigi (7 e 8 dicembre 2015) dedicato alla sostenibilità: “un accordo per abbandonare i combustibili fossili sarà utile a frenare e ridurre la crescita dell’impronta ecologica”. Un accordo porterebbe benefici misurabili già nel 2030, anno in cui l’overshooting potrebbe verificarsi a metà settembre e, al contrario, un’insensibilità da parte dei governi significherebbe un ulteriore sforzo per tutto il pianeta al quale oggi chiediamo 1,6 volte ciò che può dare.

La Terra viene saccheggiata in modo disomogeneo e l’Italia figura tra i Paesi che più ne approfittano; da noi l’Overshooting Day è stato a inizio aprile, imponendoci di ipotecare le risorse future per ben tre trimestri l’anno, in una situazione in cui il credito non può essere infinito.

Il compito di trovare soluzioni e di mostrare impegno non può essere demandato solo alla politica e ai governi, peraltro non sempre reattivi e ricettivi in tema di ecologia e sostenibilità. Nel 2050 la popolazione mondiale sarà poco meno di 10 miliardi di persone e non si potrà continuare né ad attingere alle scorte né, tanto meno, immettere ancora più sostanze tossiche nell’atmosfera.

Fonte: wired.it

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